FVGenergia

Cer di area vasta, la Regione accelera
Entro l'autunno nascerà la Fondazione

9 luglio 2026
Francesco Antonini
Il tavolo dei relatori con i dirigenti regionali e i rappresentanti di Enea
Il tavolo dei relatori con i dirigenti regionali e i rappresentanti di Enea

La Regione Friuli Venezia Giulia imprime un'accelerazione al percorso per la costituzione della Comunità energetica rinnovabile (Cer) regionale di area vasta, il progetto strategico che punta ad accompagnare il territorio nella transizione energetica attraverso un modello condiviso, partecipato e capace di generare benefici economici, ambientali e sociali.

L'obiettivo è costituire la Fondazione di partecipazione tra settembre e novembre, avviando nello stesso periodo anche le prime configurazioni energetiche sui territori individuati come prioritari. È quanto emerso nel corso dell'incontro stampa organizzato a Trieste dalla Direzione regionale mercoledì 8 luglio, nella sala Predonzani del palazzo della Giunta. Un punto-nave sullo stato di avanzamento del progetto al quale hanno preso parte, oltre ai rappresentanti di Regione ed Enea, i vertici di Fvg Energia, presente con il presidente Franco Baritussio e il direttore generale Piero Mauro Zanin.

Ad aprire i lavori è stato l'assessore regionale all'Energia, Fabio Scoccimarro, che in videocollegamento ha definito la Cer di area vasta un progetto strategico per il Friuli Venezia Giulia. «La Regione – ha evidenziato – ha raccolto le esigenze e le difficoltà dei territori per trasformarle in opportunità. La transizione energetica non può essere calata dall'alto: per questo abbiamo coinvolto 25 enti in un percorso di coprogettazione, realizzato con il prezioso supporto di Enea». Una collaborazione che ha portato alla scelta della Fondazione di partecipazione quale modello di governance multilivello della futura Comunità energetica regionale. «Siamo ora impegnati nella definizione della governance e nell'individuazione delle prime configurazioni energetiche. L'obiettivo è arrivare alla costituzione della Fondazione tra settembre e novembre e, nello stesso arco temporale, avviare le prime configurazioni».

A sottolineare il valore del percorso è stata anche Giulia Monteleone, dirigente di Enea, che ha parlato del Friuli Venezia Giulia come di un territorio caratterizzato da numerose esperienze virtuose rispetto ad altre realtà italiane. Secondo Monteleone, la nascita della Cer consentirà di accrescere la consapevolezza dei cittadini e degli enti locali sui processi energetici, con l'ambizione di tradurre il lavoro svolto in risultati concreti.

È intervenuto anche Matteo Caldera, tra i massimi esperti nazionali di Cer e tecnico del dipartimento Tecnologie energetiche di Enea, che ha ricordato come il progetto sia il risultato di un lungo percorso. Le Comunità energetiche, ha spiegato, non producono soltanto vantaggi economici, ma generano importanti benefici sociali per i territori. In un contesto nel quale il tema della sicurezza e dell'autonomia energetica è diventato centrale, anche alla luce dei recenti blackout e delle criticità delle reti elettriche, le Cer rappresentano una risposta concreta perché favoriscono l'autoconsumo e consentono di produrre e consumare energia in prossimità dei luoghi di utilizzo, riducendo la dipendenza dalle grandi reti di trasmissione e rendendo cittadini, imprese ed enti protagonisti della produzione e del consumo della propria energia.

Il direttore centrale della direzione Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Massimo Canali, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costruzione del progetto, ricordando come la crisi energetica e l'impennata dei prezzi del gas abbiano rafforzato la necessità di promuovere modelli basati sull'autoconsumo, già individuato come priorità dal Piano energetico regionale. Canali ha inoltre illustrato il ruolo dei 25 soci fondatori coinvolti nella coprogettazione – tra istituzioni, enti e associazioni – evidenziando il contributo di Fvg Energia, la società in house della Regione, che ha svolto un'importante attività di raccordo con Comuni ed enti locali. Tra le principali criticità affrontate nel progetto figura anche la capacità delle reti di media e alta tensione di sostenere la crescente produzione da fonti rinnovabili.

La direttrice del Servizio Transizione energetica della Regione, Elena Caprotti, ha illustrato invece le prime configurazioni che potranno essere avviate. La cabina primaria individuata come progetto pilota è quella di Udine Ovest, che interessa il capoluogo friulano e numerosi Comuni vicini. A questa si aggiungeranno le configurazioni di Trieste, Staranzano, San Giorgio di Nogaro, San Vito al Tagliamento-Casarsa, Spilimbergo e Maniago. Caprotti ha ricordato inoltre che uno degli elementi fondamentali sarà garantire la maggiore coincidenza possibile tra produzione e consumo dell'energia, mentre è in corso la definizione del ruolo di ciascun socio fondatore. Il prossimo passaggio è fissato per il 22 luglio, quando la Regione presenterà ai soci la propria proposta di governance; successivamente, in autunno, si procederà davanti al notaio alla costituzione della Fondazione di partecipazione.

Caldera ha infine illustrato i contenuti dello studio tecnico sviluppato da Enea nell'ambito dell'accordo con la Regione. Lo studio ha definito mission e vision della futura Cer regionale, individuando nella cabina primaria di Udine Ovest quella con le maggiori potenzialità, grazie all'elevato numero di soci fondatori presenti nell'area – dieci dei venticinque complessivi – e alla significativa concentrazione di punti di prelievo. Parallelamente è stata selezionata una cabina primaria di riferimento in ciascuna provincia e sono state analizzate le superfici disponibili per l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici, elaborando business plan e scenari di sviluppo. Secondo le simulazioni, i primi tre anni saranno caratterizzati da costi elevati e ricavi contenuti, con un'evoluzione paragonabile a quella di una start-up, ma nel lungo periodo la Comunità energetica potrà consolidarsi fino a garantire la propria sostenibilità economica anche oltre il periodo degli incentivi del Gestore dei servizi energetici, mantenendo al centro la possibilità di attivare servizi e iniziative con finalità sociali a beneficio delle comunità locali.

Presidente e direttore generale di Fvg Energia in prima fila all'incontro di Trieste
Presidente e direttore generale di Fvg Energia in prima fila all'incontro di Trieste